Centro polifunzionaleDolcè

Il progetto riguarda la valorizzazione ambientatale di un'area per la realizzazione di infrastrutture primarie con un parco polivalente a finalità didattico/culturali/aggregative. Il primo passo è stato l'ascolto della popolazione in una sorta di dialogo partecipato, cosicché il progetto potesse soddisfare sia i limiti di budget che le richieste delle associazioni. Gli spazi si dividono in spazi coperti e spazi chiusi, così da consentire la massima fruibilità dell'intera struttura. Il contesto della val d'Adige è uno dei più ricchi e caratteristici, ed ha bisogno di una progettazione attenta e rispettosa.

 

Dimensioni:
900 m², complessivi
Anno:
2015/2018
Credits:
Render Studio mb² / Fotografie Studio mb²

Completamento dei lavori Immagine della Val d'Adige

Completamento dei lavori Lo straordinario contesto in cui si colloca la struttura.

Centro Edificio polifunzionale

Attraversata da nord a sud dall’autostrada A22 per il Brennero, dalla S.S. 12 dell’Abetone e dalla ferrovia, la Valdadige è caratterizzata a nord della chiusa di Ceraino, da un ambito planiziale ancora integro dal punto di vista paesaggistico, mentre a sud dalla pianura che si apre sul Corridoio I, dove si estende il distretto del marmo supportato dal centro di interscambio modale di Volargne. Gli ambienti naturali in questo contesto sono assai ridotti, ma ne condizionano comunque in modo significativo l’identità. I luoghi che mostrano ancora una certa rilevanza naturalistica ed di ecosistema sono quelli collinari e quelli limitrofi al fiume Adige, ai corsi d’acqua minori. La morfologia delle valli denota la grande forza erosiva dei torrenti, espressa in particolar modo nel passato e oggi ininfluente, in quanto la maggior parte dei corsi d’acqua di queste zone scorre sotto terra. Le pareti rocciose mostrano il segno dell’attività carsica che ha portato alla formazione di archi naturali di roccia, grotte, vasche di erosione e doline con la presenza abbastanza frequente di fossili. L’ambiente agrario è caratterizzato dalla coltura della vite e dell’olivo, mentre i versanti con pietrosità affioranti sono ancora tra i più naturali della provincia.

paladolcè Vista dell'edificio da nord.

spazio coperto esterno A completare l'area, una struttura coperta destinata alle manifestazioni del paese.

contesto Il taglio verticale delle vetrate enfatizza il rapporto con la montagna rocciosa; l'acciaio zincato vi si pone in un rapporto di forza della materia.

contesto Il rapporto con il contesto è delicato e fragile.

In realtà l’attivazione di questi corsi d’acqua si verifica soltanto in corrispondenza di intense precipitazioni poiché le acque meteoriche provenienti dall’altipiano della Lessinia confluiscono rapidamente in un sistema idrografico sotterraneo. Grazie a opere di presa, arginature e sbarramenti l’uomo è oggi in grado di operare un forte controllo sui sistemi idrografici naturali. Due sono le opere che consentono di controllare il regime dell’Adige nella bassa Val Lagarina: la galleria Adige-Garda, completata nel 1959, permette di scolmare piene eccezionali nel bacino lacustre, mentre il canale Medio Adige o Biffis, costruito prima dell’ultima guerra, sfrutta le acque del fiume, a scopo idroelettrico, innalzandole in un percorso parallelo da Avio a Bussolengo. Il territorio si può quindi articolare in tre parti con le caratterizzazioni morfologiche-ambientali tipiche della specifica localizzazione: una parte meridionale con i caratteri della fascia del fondo valle, formata dalle alluvioni dell’Adige e dei Progni e con i primi rilievi che degradano dalla limitrofa catena montuosa; geo morfologicamente le aree di fondovalle sono costituite da materiali ghiaiosi con limo originatesi da alluvioni fluvioglaciali e fluviali nel Quaternario. Una parte centrale con i caratteri della fascia collinare, con le sistemazioni agricole tradizionali dei versanti a terrazzamenti, legati alla coltivazione dei vigneti, frutteti ed oliveti, e con la presenza episodica di sistemazioni più recenti legate alle modalità di conduzione dell’attività agricola; tale territorio è costituito da formazioni marine del Giurassico, del Cretacico, dell’Eocene e da formazioni vulcaniche riferibili al Paleocene-Eocene una parte settentrionale con i caratteri della fascia montuosa, la presenza di aree boscate, aree a prato e a pascoli e di attività di estrazione e lavorazione della pietra. In tale paesaggio, al centro dell'area tra l'arteria stradale e il fiume Adige, si trova uno spazio di risulta che è il luogo valorizzato dal progetto di riqualificazione ambientale. L'organismo principale, una struttura polivalente di forma regolare, è composta da due corpi addossati di differenti dimensioni. Quello principale con copertura a due falde, potrà avere utilizzi differenti a seconda dei gruppi/associazioni che intenderanno utilizzarla (attività sportive, piuttosto che attività didattico-culturali). Sul lato nord, si sviluppa un manufatto in muratura con tetto piano e pergola lignea, a servizio della piastra polivalente al cui interno vengono ricavati locali adibiti a centrale termica, servizi igienici e magazzini.

Cantiere Stato di avanzamento dei lavori - ottobre 2017

render Render dell'edificio principale con simulazione dei materiali

render

I fabbricati sono calati all'interno di uno schema ben preciso, caratterizzato da due assi principali (pedonale e viabilistico) attorno a cui si sviluppano le aree pavimentate e verdi, che saranno attrezzate anche a parco giochi per bambini o come parco didattico culturale (provvisto di cartellonistica fissa riportante informazioni sulla storia della Valdadige, la flora e la fauna presenti lungo il fiume e i monti). All'interno di questi luoghi verranno piantumate varie specie arboree, tra cui il Carpinus betulus e il Celtis australis. Lo smaltimento delle acque meteoriche, provenienti dalle superfici pavimentate e a parcheggio avverrà tramite apposite caditoie e convogliate in un impianto di prima pioggia.

Per la sua funzione di “polo scambiatore” al parcheggio viene assegnata una rilevante porzione dell’area in oggetto. Arrivando a contenere circa 75 posti auto, sarà in grado di assorbire l’utenza prevista anche in caso di eventi rilevanti, tanto che in accordo con l'ANAS è prevista la sistemazione dello svincolo di accesso all'area. Esso non sarà un parcheggio inteso nella sua accezione più comune (parcheggio inverdito) ma uno spazio modellato secondo i concetti di multifunzionalità a cui si rifanno i “parcheggi verdi”.

render Il prospetto verso la piazza interna

render L'edificio in trincea, rispetto al livello della strada, viene inserito nel verde, riducendo il proprio impatto paesaggistico.

render Vista della struttura coperta a doppio livello

La struttura polifunzionale è composta di due corpi di fabbrica uno di maggiori dimensioni, l'altro più piccolo addossata sul lato nord. La forma planimetrica e l'orientamento della struttura risultano fortemente condizionati dalle fasce di rispetto stradale e ferroviaria. Il corpo principale ha una struttura portante costituita da intelaiatura in c.a. e murature di tamponamento, una copertura a due falde in legno lamellare rivestita da pannelli coibentati rivestiti in materiale metallico, color grigio chiaro. Le superfici vetrate sono disposte in modo asimmetrico lungo i lati ovest ed est, tenendo conto degli orientamenti e della posizione rispetto al piano stradale. Le testate Nord e sud del corpo principale saranno rivestite con una dogatura lignea a sviluppo orizzontale, che oltre a mitigare visivamente detti prospetti con un materiale naturale, creano una sorta di parete microventilata, che migliora l'efficienza energetica del fabbricato.

Render Simulazione con vista dal tracciato ferroviario.

Se per dimensione e contenuti l’intervento nel suo complesso incide sul contesto sia paesaggistico che edilizio/architettonico esso, alla luce delle scelte descritte e delle mitigazioni individuate nel paragrafo a seguire, risulta comunque compatibile con i valori di vincolo, poiché le modifiche rispetto allo stato dei luoghi sono realizzate pensando a forme e materiali che, sia pur attualizzate, si rifanno al meglio di quanto offre la tradizione costruttiva locale. Tale scelta la si ritrova nella tettoia aperta: quinta muraria rivestita in sasso a vista, copertine in pietra, intelaiatura in legno, parapetti in ferro e pavimentazione in pietra sono elementi chiaramente riconducibili alla tradizione costruttiva locale, inseriti per di più in una struttura di limitate dimensioni sia in pianta che in altezza. Lo stesso tipo di impostazione, sia pur in un edificio di dimensioni ben maggiori e impatto più rilevante, la si ritrova nel fabbricato polifunzionale: l'edificio ha una forma regolare con copertura principale a due falde. La mole è alleggerita attraverso l'utilizzo di superfici vetrate, pareti verticali a verde, pergole in legno con panche in pietra, rivestimenti in legno, sasso e lamiera, alternate a superfici semplicemente intonacate.

Planivolumetrico Planivolumetrico con lo schema dei parcheggi

Pianta Prospetto ovest

Prospetto Prospetto est

Prospetto Prospetto nord

Pianta Pianta dell'edificio

Planimetria Planimetria generale con parcheggi